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Architecta al Web Marketing Festival 2019 – il racconto

29 Giugno 2019

Il tema Marketing e Design è stato al centro della giornata formativa che Architecta ha tenuto alla settima edizione del Web Marketing Festival che si è svolto a Rimini dal 20 al 22 giugno. Una intera giornata, quella del 21 giugno, durante la quale Architecta ha invitato i propri ospiti ad indagare differenze, affinità e integrazioni tra i team, la collaborazione necessaria tra il cliente e il fornitore, difficoltà e successi nei processi di vendita di un prodotto e di progettazione di sistemi e servizi.

La giornata si è aperta con Stefano Stravato e Raffaele Boianoche hanno spiegato l’importanza di costruire team interdisciplinari per progettare prodotti, servizi e strategie che mettano al centro l’uomo e facciano crescere l’impresa. Perché come scrisse Thomas J. Watson Jr, presidente di IBM dal 1952 al 1971, “Good design is good business”.

A seguire, Andrea Fiacchi virtualmente insieme a Valentina Di Michele, hanno introdotto gli ospiti al “Democratic marketing”. Cos’è il design democratico? È il design se permette alle persone di compiere le azioni che hanno in mente in modo semplice. Attraverso un caso di studio hanno dimostrato che se marketing e UX design si alleano si può fare marketing democratico.

Il rapporto tra marketing e design è stato affrontato anche dalla conversazione tenuta da Maria Cristina Lavazza e Viviana Neglia che hanno sottolineato che per offrire esperienze memorabili è indispensabile conoscere i momenti in cui le persone le vivono e che è necessario ripensare i clienti come persone e non come potenziali conversioni. I touchpoint, che sono l’elemento comune a marketing e user experience design, per essere efficaci hanno bisogno di orchestrazione. E per questo è necessario ripensare il modello per arrivare ad una progettazione omnichannel.

Nicole Bartolini insieme ad Enrico Maioli hanno introdotto gli ospiti alle user stories come mezzo per concretizzare e condividere le specifiche di progetto collaborando col cliente. Partendo dalla descrizione del processo del design thinking e andando a ricordare quali sono gli elementi che compongono la user experience, si è passati ad affrontare i problemi riguardanti i processi attuali individuando nelle user stories uno strumento utile per mantenere team e cliente allineati sugli stessi obiettivi di progetto.

A seguire Maurizio Mauri e Elena Toniolo hanno tenuto una conversazione su come progettare delle esperienze digitali in grado di rispondere alle esigenze di persone con culture diverse, esigenze differenti fra loro. Significa riflettere sulla pervasività di un approccio atomico al design. Creare gli atomi, le molecole, le particelle di un design system avanzato vuol dire analizzare in profondità e ripetutamente le aspettative degli utenti. Infatti l’identità sociale e culturale ha effetti sul nostro modo di interpretare e approcciare il mondo e non è possibile garantire un’esperienza utente interculturale se non abbiamo familiarità con culture diverse dalla nostra.

A chiudere la giornata ci hanno pensato Paolo Montevecchi e Daniel Casarin che hanno ricordato che l’informazione è diversa dal contenuto ed è fondamentale definire il contesto, fare ricerca con gli utenti e mappare l’organizzazione e hanno quindi introdotto gli ospiti al System Thinking, una competenza fondamentale per chi si occupa di architettura dell’informazione e service design e in linea con chi si occupa di marketing e vendita. 
Durante la giornata le tematiche trattate e le riflessioni si sono intersecate tra di loro permettendo agli ospiti di osservare le cose da diverse angolazioni e apprendendo qualcosa in più riguardo l’importanza che ha l’architettura dell’informazione nelle nostre esistenze, nel mondo digitale e fisico, dalla progettazione dei prodotti a quella dei servizi passando per le organizzazioni. Anche in questa occasione Architecta ha confermato il suo impegno per la divulgazione della disciplina ad un pubblico sempre più ampio e con competenze diverse. Un’opportunità, quella del WMF, per confrontarsi e per ritrovarsi fisicamente con la comunità.