Società Italiana di Architettura dell'Informazione
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WorkshopBresciaStefano Bussolon30 aprile 2016
Summit 2013

IA Summit 2013

3 novembre 2013

Il Summit Italiano di Architettura dell’Informazione del 2013 si è svolto attorno a un tema: il digitale è reale.

Sotto l’organizzazione di Federico Badaloni e Cristina Lavazza, ha visto la partecipazione di Eric Scherer, Director of Future Media di France Televisions, di Cosimo Accoto, Sergio Maistrello, Giuseppe Attardi, Francesca Fabbri, Maurizio Sala, Roberta Tassi ed Ettore Di Cesare.

Negli ultimi vent’anni il digitale si è inserito progressivamente negli oggetti e negli spazi della nostra quotidianità. Nel tempo di una generazione, le dimensioni del nostro vissuto si sono estese e moltiplicate. Ci troviamo oggi nelle stesse condizioni di Truman Burbank, il protagonista del film The Truman Show, quando scopre che ciò che lui riteneva fosse il cielo è in realtà un fondale dipinto di blu. Oltre quel fondale c’è una nuova realtà. Una realtà ignota, che estende a dismisura le dimensioni del mondo fino a quel momento conosciuto.

La differenza fra la nostra esperienza e quella di Truman è che la realtà oltre il fondale la stiamo costruendo noi, ogni giorno, attraverso i social network, le applicazioni, i siti.

Digitale è reale” sembra un’affermazione semplice. Perfino ovvia, per alcuni. Ma scandalosa per molti.

È ovvia, ad esempio, per chi coltiva gli affetti anche scambiandosi mail, messaggi su Twitter o foto su Facebook. È ovvia per chi viene curato grazie ad un’applicazione del proprio telefono da un dottore che si trova a mille chilometri di distanza, per chi si muove in una città sconosciuta grazie alle mappe di Google, per chi legge un libro sul Kindle. E’ scandalosa per tutti gli altri.

Come tutto questo ridefinisce il nostro lavoro di Architetti dell’Informazione e User Experience Designer?

Se il digitale è reale, chi progetta l’esperienza delle persone è chiamato a ridefinire la natura stessa della sua professione, perché dovrà fare della cross-canalità la cifra della propria competenza.

Se il digitale è reale, le architetture dell’informazione dovranno essere indipendenti dalle piattaforme ma dipendenti dai contesti d’uso.
Se il digitale è reale, progettare come se il digitale e il “mondo fisico” fossero due cose distinte è un errore strategico.
Infine, se il digitale è reale, come viene ridefinito l’uomo? In altri termini, come cambiano le persone alle quali è destinato il nostro lavoro?

Queste sono soltanto alcune delle domande alle quali si è cercata insieme una risposta nel corso del settimo Summit di Architettura dell’Informazione attraverso due giornate di lavori: una dedicata a  workshop formativi, l’altra organizzata in forma di conferenza.





Architecta: Bilancio 2015

Architecta APS Assemblea soci 2015 | 11 gennaio 2016


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